sabato 30 marzo 2019

MARVEL E DC - RIVALI O ALLEATE?

Sono le due principali case editrici di fumetti a livello mondiale. È vero che negli States, loro terra natia, ce ne sono anche altre note al di fuori dei confini nordamericani, così come è indiscutibile la presenza, in diversi paesi, di albi che riscontrano ottime vendite a livello nazionale (pubblicati per esempio da Bonelli e Astorina qui in Italia), talvolta riuscendo perfino a esportare oltreoceano qualche suo personaggio (come Magico Vento per la Bonelli e DK nel caso di Astorina). Ma le cifre sono chiare e a riscontrare il maggior numero di affezionati lettori (molti dei quali di lunga data) restano, ormai da tempo immemorabile, proprio loro: Marvel e DC. Spesso e volentieri si è parlato di accesa competizione tra le due major, e alcuni si chiedono quanto tale ipotesi sia realmente fondata o se, invece, si tratta solo di un espediente adottato da alcune testate giornalistiche. Entrambe si occupano principalmente di supereroi, ovvero individui che possiedono superpoteri o comunque abilità (fisiche o intellettuali) superiori a un comune essere umano. Considerando la creazione dei loro personaggi, è risaputo che in numerosi casi, l'una ha “preso in prestito” le idee dall'altra. Pensiamo per esempio ad Ant-Man per la Marvel e Atom della scuderia DC, Doctor Strange e Doctor Fate, Quicksilver e Flash, Hawkeye e Green Arrow, ma gli esempi potrebbero continuare. Uno stratagemma piuttosto ingegnoso da parte della Marvel, fu la creazione nel 1969 dello Squadrone Sinistro (in seguito ribattezzato Squadrone Supremo), un superteam dove ciascun componente aveva origini e caratteristiche molto simili agli appartenenti alla Justice League della DC. Lo scopo era quello di far scontrare questi ultimi coi marvelliani Avengers, senza violare alcun copyright. Ciascun marchio possiede personaggi “di punta”, che hanno reso possibile la loro espansione e il successivo predominio sul mercato, ma, soprattutto, hanno rappresentato il trampolino di lancio nel mondo del cinema. Non mi soffermerò sulle produzioni “low budget” e le numerose serie tv, che, se pur interessanti, allungherebbero troppo il discorso, indirizzandomi direttamente sui blockbuster destinati al grande schermo. Il primo progetto mainstream a riscuotere grande successo è stato Superman (1978) della DC, merito sia dell'enorme popolarità del personaggio, che della magistrale interpretazione di Christopher Reeve, da molti considerato l'attore, che finora meglio di tutti ha caratterizzato l'eroe kryptoniano. Sempre con lui come protagonista, c'è stato un primo sequel con ottimi risultati, mentre i successivi Superman III E IV, hanno in parte disatteso le aspettative di pubblico e critica. La stessa casa editrice però, ci riproverà undici anni dopo con l'altro suo “cavallo di razza”, ovvero Batman (1989) interpretato da Michael Keaton, che grazie alla pellicola fu riconosciuto a tutti gli effetti come attore di serie A. Vennero proposti anche in questo caso diversi sequel, con alterne vicende. Un primo periodo quindi, in cui è la DC a monopolizzare il mercato dei cinecomic, che resterà poi sostanzialmente inattivo per oltre un ventennio. A questo punto tocca alla Marvel sfoderare i suoi assi. Nel 2002 compare Spider-Man, riscuotendo ottimi consensi e, anche in questo caso, partorendo diversi sequel non sempre graditi. Ma da lì in poi, la Casa delle Idee sfornerà cinecomic, con protagonisti i suoi "purosangue", praticamente uno dietro l'altro: Hulk, Iron Man, Captain America, Thor, e tanti altri ancora (elencarli tutti rappresenterebbe solo una noiosa nomenclatura). Nemmeno stavolta sono mancati i flop, che non risparmieranno neppure la DC col reboot dei suoi personaggi più celebri (fatta eccezione per la Trilogia di Batman, diretta dal maestro Christopher Nolan, che tanto ha deliziato i fan del Cavaliere Oscuro) o raggruppando gli stessi in un unico film. Entrambe però, hanno in seguito ottenuto un clamoroso e, soprattutto, inaspettato successo, con personaggi fino ad allora ritenuti “minori”. Mi riferisco a “I Guardiani della Galassia” targati Marvel e Aquaman, il re dei sette mari ideato dalla DC. La ragione principale consiste nell’equilibrato mix di azione e umorismo che sostiene l'intera narrazione, al contrario dei tradizionali toni epici che generalmente contraddistinguono questo genere di produzione. Subito dopo conseguiranno un eccezionale trionfo (anche stavolta in contrasto con le previsioni alquanto pessimistiche), proponendo icone femminili. A “rompere il ghiaccio” del presunto maschilismo da parte della stampa fumettistica, sarà la DC con la mitica Wonder Woman, in cui l'attrice Gal Gadot offre un modello esemplare di donna forte e decisa, che nulla ha da invidiare ai suoi super colleghi uomini. La Marvel decide di non essere da meno e propone il recentissimo Captain Marvel (tuttora in programmazione), che sta incassando cifre da capogiro. Protagonista è l'ex pilota da caccia Carol Danvers (ruolo affidato a Brie Larson), che a causa di un incidente, si ritroverà a convivere con poteri alieni. Un po’ di alti e bassi quindi, su entrambi i versanti, tali da rendere difficile stabilire chi realmente prevale in questa presunta contesa. Ma esiste davvero una gara o a vincere alla fine è (come è giusto che sia) il cinecomic nel suo complesso, alimentato da una produzione sempre più variegata, capace di imparare dagli errori commessi in passato? A tale proposito trovo degna di grande considerazione, l'autorevole opinione di Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, secondo il quale non importa chi sia a produrre uno specifico film dedicato ai supereroi, ma se l'esito è positivo, ne beneficia l'intero settore e quindi chiunque vi sia impegnato al suo interno. Da ciò si deduce che sia una sana creatività e non un agonismo esasperato, il vero segreto di questo business sempre più proficuo. Alla prossima. Auguro, come sempre, buon fumetto a tutti!

Nessun commento:

Posta un commento